Economia circolare: cosa significa

L‘economia circolare è un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo giocando con due tipi di flussi di materiali, quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

Ponendosi come alternativa al classico modello lineare, l’economia circolare promuove una concezione diversa della produzione e del consumo di beni e servizi, che passa ad esempio per l’impiego di fonti energetiche rinnovabili, e mette al centro la diversità, in contrasto con l’omologazione e il consumismo cieco. E’ esplicito nei sostenitori dell’economia circolare una critica alla supremazia del denaro e della finanza, tanto da voler cambiare i parametri per misurare il PIL considerando meno i soldi e più altri valori, “circolari”, a 360 gradi.

Economia circolare: perché circolare

Il nome di “economia circolare” deriva dai meccanismi presenti in alcuni organismi viventi in cui le sostanze nutrienti sono elaborate e utilizzate, per poi essere reimmesse nel ciclo sia biologico che tecnico. I sistemi economici secondo l’economia circolare, dovrebbero imitare questo concetto di “ciclo chiuso” o “rigenerativo”.

Tra i vari approcci specifici ci sono anche l’ecologia industriale e la blue economy, ne nasceranno e ne staranno già ora nascendo altri, l’idea in sé, dell’economia circolare, è nata nel 1976 quando spunta in una rapporto presentato alla Commissione europea, dal titolo “The Potential for Substituting Manpower for Energy” di Walter Stahel e Genevieve Reday. Le applicazioni pratiche dell’economia circolare fanno però capolino, concretamente, su sistemi moderni e su processi industriali, solo negli anni ’70.

Economia circolare: obiettivi

Da quando è nata, l’economia circolare persegue gli stessi obiettivi adattandoli alla realtà in continua evoluzione in cui resta e viene ereditata di generazione in generazione come idea e ideale. I maggiori obiettivi dell’economia circolare sono l’estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata, le attività di ricondizionamento e la riduzione della produzione di rifiuti. In sintesi, l’economia circolare mira a vendere servizi piuttosto che prodotti.

Economia circolare nel settore rifiuti

Secondo l’economia circolare i rifiuti sono “cibo”, sono nutrienti, quindi in un certo senso non esistono. Se intendiamo un prodotto come assemblamento di componenti biologici e tecnici, allora esso deve essere progettato in modo da inserirsi perfettamente all’interno di un ciclo dei materiali, progettato per lo smontaggio e ri-proposizione, senza produrre scarti. Rispettivamente, i componenti biologici in una economia circolare devono essere atossici e poter essere semplicemente compostati. Quello tecnici – polimeri, leghe e altri materiali artificiali – saranno a loro volta progettati per essere utilizzati di nuovo, con il minimo dispendio di energia.


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