Sistri abolito a partire dal 1° gennaio 2019

Dal 1° gennaio 2019 il Sistri e' soppresso. Con questa lapidaria disposizione si chiudono quisti nove anni di difficilissima convivenza delle imprese con il sistema informatico di tracciabilitaÌ€ dei rifiuti. A questa buona notizia, se ne aggiunge un’altra: non sono dovuti i contributi giaÌ€ previsti dalla legge 78/2009 e dall'articolo 7, Dm 78/2016 (Testo unico Sistri).

Il Sistri, in vigore dal 14 gennaio 2010 in virtuÌ€ di quanto disposto dal decreto ministeriale 17 dicembre 2009, ha segnato profondamente la capacitaÌ€ di sopportazione delle imprese italiane grazie all’assoluta incapacitaÌ€ di rispondere alle loro esigenze gestionali e di semplificazione. Un’incapacitaÌ€, peraltro, neanche gratuita, visti i costi delle attrezzature (black box, chiavette Usb), dei diritti di iscrizione e della formazione.

Tutto inutile, si ricomincia da capo. Infatti, il nuovo articolo 23 dispone che «fino alla definizione e alla piena operativitaÌ€ di un nuovo sistema di tracciabilitaÌ€ dei rifiuti», che saraÌ€ organizzato e gestito direttamente dal ministero dell’Ambiente, gli obbligati al Sistri tracciano i rifiuti usando i registri, i formulari e il Mud nel rispetto delle vecchie regole contenute negli articoli 188, 189, 190 e 193 del “Codice ambientale” (Dlgs 152/2006) nella versione precedente all’entrata in vigore del Dlgs 205/2010. Quindi, il Dl semplificazioni riconferma la condotta tenuta fino ad oggi dalle imprese ma le affranca dalla tenuta informatica della tracciablitaÌ€. Una condotta che, come noto, non era sanzionata ma era richiesta da molti operatori per necessitaÌ€ interne. Quindi, per il momento, la tracciabilitaÌ€ dei rifiuti continua a essere effettuata solo con registri, formulari e Mud di carta. Esattamente come avveniva nove anni fa.


Fonte: Il Sole 24 Ore  05 Dicembre 2018 > leggi l'articolo

 


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