Il settore dei rifiuti ostaggio dei pregiudizi

Sotto accusa il reato di Ecomafia, ma per il giudice il fatto non sussiste.

La sentenza - Un'assoluzione con formula piena a Macerata ripropone il tema dei processi nati da accuse temerarie.

La sentenza del Tribunale di Macerata e' di qualche giorno fa e assolve tre dirigenti del Consorzio Cosmari dall'accusa di traffico illecito di rifiuti, quello che oggi passa sotto la denominazione di reato di ecomafia.

E infatti, a sostenere l'accusa, c'era un pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, che aveva chiesto due anni per ciascuno dei tre imputati: il Direttore Generale, il Presidente e l'ex Presidente.

Secondo il giudice che ha sostenuto il processo, "Il fatto non sussiste", come recita il dispositivo della sentenza, ma e' dal 2012 che i tre imputati erano finiti sotto tiro.

Malgrado l'omonimia, il Consorzio Cosmari delle Marche non ha alcunchè a che vedere con il Cosmari di Latina, l'azienda nata nel 1996 da un iniziativa della famiglia Traversa, e che al pari della omonima marchigiana si occupa di gestione dei rifiuti e di servizi ambientali, per conto di grandi realtà industriali e di enti pubblici.

"Non conosco bene la vicenda giudiziaria che si e' conclusa con l'assoluzione disposta dal giudice di Macerata - commenta Francesco Travera, titolare del Cosmari di Latina - segue...

 

Fonte: LATINA EDITORIALE OGGI - 28 marzo 2019 > leggi l'articolo


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