Emergenza rifiuti - almeno 10 impianti per superarla

L'Europa ha fissato obiettivi precisi per l'Italia: entro il 2035 raccolta differenziata all'80 percento. E un quarto degli scarti deve finire nei (nuovi) termovalorizzatori.

Se volessimo spiegare l'accumulo di rifiuti in citta' ad un bimbo forse dovremmo cominciare cosi': sulla terra siamo troppi, acquistiamo prodotti e cibi confezionati (ovvero imballati preferibilmente con la plastica), non possiamo vivere senza elettrodomestici e oggetti elettronici che si rompono e si buttano. Cosi' come le automobili e gli articoli monouso, che come dice la parola stessa, durano solo un attimo prima di essere gettati via.

 

La Questione Discariche

La spazzatura domestica e urbana non e' pericolosa per la salute umana e per l'ambiente a meno che non contenga sostanze e componenti che lo diventano: vernici, pesticidi, olii da motore esausti, erbicidi per dirne alcuni, ma anche le plastiche, i televisori e i monitor dei computer per dirne altri. Insomma qui cominciano, e si rincorrono, i problemi di smaltimento, qui si apre la voragine delle discariche (senza nemmeno nominare quelle abusive) che in alcuni Paesi Industrializzati sono ancora il sistema piu' diffuso di smaltimento: quelle a cielo aperto come Malagrotta a Roma, portata ben oltre l'estrema capienza, che tra effluvi nauseanti e infiltrazioni da liquami delle falde acquifere circistanti hanno portato il degrado di quell'area ad un punto di non ritorno.


Fonte: La Repubblica - 24 aprile 2019 (rassegna stampa Unindustria) > leggi l'articolo


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